Storia della Musica: La Musica Rinascimentale

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    Storia della Musica



    La Musica Rinascimentale
    Una notevole importanza nella musica del XV secolo ce l'ha la scuola musicale fiamminga. Infatti i musicisti provenienti da questa scuola erano molto ricercati nelle corti europee come cantori o maestri di cappella, tra cui ricordiamo uno dei più famosi di essi: Josquin Desprez. La scuola fiamminga prende il nome dalla regione delle Fiandre, situata più o meno nella zona che oggi corrisponde all'Olanda. La sua musica era solo vocale, e presentava una esaltazione della polifonia, in quanto aveva moltissime voci, intricante in un sistema musicale molto complesso, e venivano composti brani profani e brani sacri. Come nell'Ars Nova, in questo periodo si sviluppa moltissimo la musica profana, che diventa una vera e propria arte al pari di quella sacra (dobbiamo infatti ricordare che la musica rofana era considerata come "musica di strada" e non veniva nemmeno scritta). La forma di musica profana maggiormente composta nel 1400 e nel 1500 è la Frottola, che viene apprezzata moltissimo in Italia; essa è polifonica e solo vocale e presenta una voce, tendenzialmente quella del soprano, che ha una melodia principale e risulta "più importante" rispetto alle altre. Una forma molto raffinata della musica profana è tuttavia il madrigale, musica aristocratica sviluppatasi in Italia, dove avrà un grande successo sino ai primi decenni del 1600. Esso si basa su testi letterali di grandi poeti, quali Petrarca o Torquato Tasso, è polifonico ed ha uno stretto legame tra testo e musica: ad un testo drammatico corrisponde una musica drammatica, ad un testo allegro una musica allegra, se si parla di un luogo freddo e triste la musica si adatterà a quel tipo di testo ecc. Questa "invenzione" musicale è chiamata madrigalismo, siccome è stata usata nei madrigali. Tra i compositori di madrigali possiamo ricordare Gesualdo da Venosa e Luca Marenzio. Come già detto in precedenza, lo sviluppo più grande si ha nella musica profana, ma anche quella sacra non viene tralasciata,, infatti con il Concilio di Trento ci saranno delle forti ripercussioni sulla musica, come ora vedremo. La storia ci insegna che con la riforma di Martin Lutero la Chiesa Cattolica subisce un grave colpo, che si riflette nella musica. Per Martin Lutero la musica deve essere aperta ai fedeli infatti la musica luterana non è in latino, ma in tedesco, così i fedeli possono capire le parole; essa è basata su melodie popolari in modo da far cantare ai fedeli le melodie della chiesa luterana. In risposta la Chiesa istituisce il Concilio di Trento, dove si dice che i canti ecclesiastici devono rimanere in latino, che devono essere fatti da cantori professionisti e che devono essere a cappella.
    Sulle orme della scuola fiamminga, in Italia nascono due importantissime scuole musicali, a Venezia e a Roma. Quella romana è ovviamente influenzata dal Vaticano, e quindi rispetta in modo ferreo i principi del Concilio di Trento, ed ha come massimo esponente Giovanni Pierluigi da Palestrina. A Venezia invece la situazione è differente, infatti la scuola musicale veneziana utilizza strumenti musicali per le messe, basti pensare alla Basilica di San Marco, dove sono presenti ben due organi, uno in fronte all'altro, in modo da ospitare grandi cori e in modo da dare effetti acustici molto suggestivi. I compositori più importanti della scuola veneziana sono Andrea Gabrielli e suo figlio Giovanni Gabrielli.

     
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